giovedì 19 ottobre 2017

ORTAGGI E FRUTTA: MEGLIO DALL'ORTO


Ricevo questa domanda e pubblico la mia risposta.

“Negli ortaggi le vitamine diminuiscono rapidamente dopo la raccolta? Se sì, allora ho un gran vantaggio dal mio orto in quanto posso consumare i miei prodotti dopo pochi minuti dalla raccolta. E’ vero?”   

La mia risposta

Sì, le vitamine presenti negli ortaggi diminuiscono progressivamente a partire dal momento della raccolta.
Il tempo che passa prima del consumo, ma anche la temperatura alla quale gli ortaggi sono conservati e perfino l’esposizione all’aria sono tutti fattori che influiscono in modo considerevole sul contenuto vitaminico degli ortaggi. Ad esempio, l’INRAN (l'ex Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, ora CREA-Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione) calcola che, negli ortaggi freschi, tre giorni di conservazione provochino perdite di vitamina C che vanno dal 36 all’80%.
L’agronomo francese Claude Aubert, nel suo libro “Dimmi come cucini, ti dirò come stai” (Red Edizioni, 1991), riporta i risultati di una sua ricerca su questo tema.
Gli spinaci biologici appena raccolti contengono mediamente circa 70 mg/100 g di vitamina C. Se il giorno stesso vengono stufati (cioè cotti con un metodo che riduce al minimo la dispersione delle vitamine), arriverà nel nostro piatto ben il 70% di quella vitamina.
Se prendiamo in considerazione la stessa quantità di spinaci non di coltivazione biologica, questi contengono all’origine circa il 15% in meno di vitamina C (cioè 55-60 mg/100 g). Supponiamo inoltre che questo ortaggio, nel passaggio dal campo al banco del fruttivendolo, sia mantenuto per 24 ore a temperatura ambiente e che sia infine conservato per altri 3-4 giorni in frigorifero prima di essere cotto in acqua. Se l’acqua di cottura non sarà in qualche modo recuperata, la quantità di vitamina C che arriverà nel nostro piatto sarà poco più del 30% di quella iniziale (circa 18 mg).
Risultati simili si ottengono se consideriamo un vegetale più resistente come le patate. Se le patate sono consumate nei mesi autunnali (lessate con la buccia), arriva nel nostro piatto circa il 70% della vitamina C presente nel tubero al momento della raccolta. Se le stesse patate sono cotte e mangiate dopo diversi mesi dalla raccolta (ad esempio, nella primavera successiva), la vitamina C che rimane nell’alimento è solo il 30% di quella iniziale.
È dunque evidente che chi riesce a consumare ortaggi (e frutti) appena colti e al giusto punto di maturazione non solo consuma alimenti con qualità organolettiche eccellenti, ma riesce a introdurre nell’organismo anche quantità significative di vitamine. Quando invece la raccolta è molto lontana (nel tempo e nello spazio), non solo sapori e aromi sono in qualche modo compromessi, ma anche le proprietà nutrizionali sono ovviamente ridotte.



mercoledì 11 ottobre 2017

ARTICOLAZIONI E DOLORI


I processi infiammatori (artrite) e, con l’andare del tempo, anche degenerativi (artrosi) che colpiscono le articolazioni sono quasi sempre il risultato di cause numerose. Tra queste possiamo ricordare una certa ereditarietà, il tipo di lavoro svolto, l’attività fisica (mancante o eccessiva), le abitudini alimentari.

Per quanto riguarda queste ultime, è noto che una dieta ricca di alimenti protettivi come frutta fresca e verdure crude ritarda l’invecchiamento dell’organismo e protegge, tra l’altro, anche l’integrità delle articolazioni. Al contrario, un consumo eccessivo di alimenti proteici animali (come carne, formaggi e uova) determina le condizioni per una precoce alterazione del complesso funzionale costituito da ossa, muscoli e articolazioni. Anche la presenza negli alimenti di additivi e di residui di coltivazione o di allevamento può danneggiare le articolazioni attraverso vari meccanismi.

Una dieta che contribuisca a prevenire l’alterazione delle articolazioni potrebbe essere così composta:

  • Consumare giornalmente frutta di stagione, fresca e cruda;
  • Far precedere al pranzo e alla cena una abbondante insalata mista di verdure crude;
  • Porre un limite al consumo di proteine animali, ad esempio mangiando a pranzo un piatto di cereali e a cena un alimento proteico (sempre con l’accompagnamento di contorni di verdure crude e cotte);
  • Valorizzare gli alimenti proteici vegetali come i legumi che, con adeguati contorni oppure ad integrazione di un piatto di cereali (polenta, pasta, riso), possono costituire un ottimo pasto;
  • Consumare moderatamente vino e caffè (e astenersi dal fumo);
  • Garantire giornalmente all’organismo la quantità necessaria (circa 2 grammi) di grassi omega-3 (dotati di proprietà disinfiammanti) consumando ogni giorno 6-10 mandorle e 1-2 cucchiaini di olio di lino spremuto a freddo;
  • Preferire alimenti provenienti da agricoltura e allevamento biologici. 
Infine, una pianta come la Boswellia serrata (appartenente alla tradizione fitoterapica indiana, ma che si trova anche nelle nostre farmacie e erboristerie) è utilizzabile per le sua proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche. 

martedì 3 ottobre 2017

PICCOLO MISSIONARIO FA 90!


Quest’anno 2017 la rivista PM-PICCOLO MISSIONARIO (sulla quale scrivo da quasi due decenni) compie 90 anni. Abbiamo organizzato una mostra che, partendo dal passato, evidenzi la strada fatta e illumini quella da fare; perché la memoria è condizione necessaria per procedere con passi nuovi. 


10 ottobre - 4 novembre 2017
L’AFRICA FA 90!
Alla scoperta del continente africano nelle illustrazioni e nei fumetti
in 90 anni di storia del Piccolo Missionario

INAUGURAZIONE MOSTRA:
martedì 10 ottobre 2017
alle ore 17.00
Biblioteca Civica Ragazzi
via Cappello 43
Verona
Ingresso libero


90 anni passati a raccontare un continente che nel 1927 era visto come lontanissimo e che, con il passare del tempo, è diventato sempre più prossimo, sempre più compagno di banco e di avventure. Ne è passato di tempo, da quel primo numero in bianco e nero del gennaio 1927 in cui ha visto la luce Il Piccolo Missionario, la  rivista missionaria per ragazze e ragazzi, pubblicata dai Missionari Comboniani di Verona!

Sono cambiate le parole per raccontarla quell’Africa allora misteriosa, popolata da “moretti” e da animali feroci, in cui approdavano i temerari missionari comboniani. Si sono trasformate anche le immagini, che hanno insegnato a conoscerla quella terra con le sue popolazioni, attraverso le storie illustrate dei primi fumettisti che hanno saputo cambiare il tratto e il colore, stare al passo con i tempi, fino, spesso, a precederli, facendo diventare questa piccola rivista dallo sguardo inedito innovativa nel panorama del fumetto italiano. 

Durante la durata della mostra negli spazi della Biblioteca Civica Ragazzi non mancheranno gli appuntamenti con i più piccoli, letture animate, burattini e… uno Scaffale migrante con tantissimi libri divisi per fasce d’età, per scoprire insieme cosa vuol dire viaggiare, lasciare la propria casa e affetti, per andare in un posto nuovo e sconosciuto. Ma tutte queste cose ve le raccontiamo il giorno dell’inaugurazione: 
  
Per informazioni: 
PM- PICCOLO MISSIONARIO tel. 045 8092190  –  info@bandapm.it 
BIBLIOTECA CIVICA RAGAZZI tel. 045 8079707 – bibliotecacivica.ragazzi@comune.verona.it

lunedì 25 settembre 2017

BAMBINI E OBESITA'


Chi può, vada a ritrovare la propria immagine in qualcuna delle foto che un tempo era (bella) usanza fare a tutta la classe, fiocchi, grembiuli e maestra compresi: rispetto ai bambini e ai ragazzi odierni, quelli di qualche decennio fa avevano mediamente una statura e un peso più contenuti.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) segue da tempo con preoccupazione un fenomeno che si sta verificando su scala mondiale: l’aumento rapido e consistente dell’obesità. Un fenomeno che coinvolge prima di tutto le popolazioni, anche infantili, delle aree industrializzate, ma che si allarga anche ai cosiddetti paesi in via di sviluppo. A livello mondiale, si stima che l’obesità sia aumentata del 50% in un periodo di soli 7-10 anni. Secondo l’OMS, l’attuale epidemia di obesità (il cui aspetto più preoccupante è il fatto che interessa sempre di più anche i bambini) è associata al passaggio verso uno stile di vita “industrializzato”. Un concetto, questo, che comprende, com’è evidente, non solo il tipo di lavoro, ma anche le abitudini alimentari, la produzione stessa del cibo, il modello di divertimenti, la frequenza degli spostamenti, i mezzi di trasporto, il tipo di abitazioni, ecc.

L’obesità riduce l’aspettativa di vita
L’impatto sull’organismo umano di tutte queste radicali trasformazioni ha prodotto e produce anche malattie. L’obesità è in effetti una malattia la quale, a sua volta, favorisce il manifestarsi di numerose altre patologie come il diabete, le cardiopatie, alcuni tumori, l’artrosi, le demenze, ecc. E questo è tanto più vero quanto più sono i bambini e gli adolescenti ad essere obesi. C’è infatti già chi si sbilancia nel prevedere che l’epidemia di obesità infantile ridurrà la vita media dei nostri ragazzi.
Sembra che l’aspettativa di vita, almeno nei paesi industrializzati, debba crescere indefinitamente: qualcuno addirittura prevede che entro pochi decenni l’aspettativa di vita, attualmente attorno ai 78-82 anni, possa arrivare tranquillamente vicino ai 100. Dati recenti suggeriscono invece che, anche a causa del rapido aumento dell’obesità infantile, l’aspettativa di vita media sia attualmente per i ragazzi già ridotta di 4-9 mesi e che nei prossimi anni l’inversione possa essere anche più sostenuta (2-5 anni in meno).

Quali le cause?
Un fenomeno così generalizzato e in rapida evoluzione non è evidentemente giustificabile con la semplice mancanza di buona volontà o la carenza di autocontrollo delle persone. Oppure con cambiamenti genetici sfavorevoli. In realtà, le cause reali dell’epidemia di obesità sono almeno due: l’alimentazione industrializzata e la mancanza di attività fisica. Il metodo industriale di produzione e di trasformazione degli alimenti produce cibi che sono quasi sempre impoveriti nella loro composizione e depauperati di sostanze preziose per la salute. Si pensi ai cereali e agli sfarinati troppo raffinati, senza fibre, germe e minerali; allo zucchero bianco, senza vitamine e oligoelementi; allo scatolame e ai prodotti conservati in genere, totalmente privi di flora batterica; ecc.
L’attività fisica, poi, è in molti casi (specialmente nell’infanzia) quasi totalmente assente, complici anche il tempo passato davanti alla televisione e ai videogiochi. Un rapporto pubblicato nel 2004 sulla rivista Journal of Adolescence testimonia che, per i bambini tra 1 e 12 anni, esiste un rapporto diretto tra il peso corporeo e il tempo dedicato ai giochi elettronici.
Secondo gli esperti (uno studio a questo proposito è stato pubblicato nel novembre 2004 sulla versione online della rivista scientifica British Medical Journal), un altro elemento poco confortante è costituito dal fatto che i genitori dei bambini obesi sono, nella maggioranza dei casi, inconsapevoli del problema dei loro figli. Il 57% dei padri (e un terzo delle madri) ritiene che il peso dei loro figli obesi (soprattutto se maschi) sia “normale”. Solo un 25% di questi genitori accenna a qualche forma di preoccupazione per la condizione dei propri figli.

Che fare?
È assai importante che le scelte alimentari dei bambini (ma anche dei loro genitori) privilegino alimenti di qualità e il più possibile integri nella loro composizione. A questo proposito, è opinione fondata che la qualità degli alimenti sia grandemente influenzata, tra l’altro, da due elementi:
  • La vicinanza spazio-temporale tra il momento della produzione e il momento del consumo che garantisce, oltre al sapore del cibo, anche l’integrità del suo patrimonio nutrizionale e l’assenza di additivi e conservanti. In questo senso l’orto, il pollaio, il frutteto sono veramente preziosi. 
  • La preparazione casalinga di diversi cibi (nella quale è spesso possibile coinvolgere anche i bambini e i ragazzi) che, oltre ad assicurare risultati organolettici eccellenti, riduce di fatto la presenza del prodotto industriale sulle nostre tavole. Si pensi, da questo punto di vista alle marmellate, allo yogurt, alla pasta, ai crauti, alle olive in salamoia, al pane, al minestrone, alla maionese, ecc.
Per quanto riguarda l’attività fisica, ai ragazzi vanno garantite almeno due possibilità:

  • Andare regolarmente a scuola a piedi.
  • Uno spazio verde dove poter correre, arrampicarsi, esplorare, ecc. 

martedì 12 settembre 2017

BISCOTTI MANDORLE E CIOCCOLATO (PER CICLISTI, MA NON SOLO)

E' uscito il nuovo numero di RUOTALIBERA, la bella rivista dell'associazione FIAB-Amici della Bicicletta di Verona, di cui sono socio. Oltre a tanto altro, a pagina 17 trovate la mia ricetta per eccellenti biscotti, buonissimi anche se senza zucchero e studiati per evitare indesiderati sbalzi glicemici. Durante una pedalata, ma anche a scuola o in ufficio. In ogni caso, buone pedalate.